Shopify senza Partita Iva: cosa si deve fare per avviare l’attività?
In questo articolo andremo a capire se per vendere su Shopify è necessario avere la Partita IVA e come fare per iniziare a svolgere l’attività. Precisiamo sin dall’inizio che per vendere su Shopify è necessario essere titolari di Partita IVA. Tale attività è infatti riconosciuta come un’attività svolta in modo continuativo e professionale. É possibile infatti svolgere un’attività senza Partita IVA solo se questa è svolta in modo occasionale e inoltre tale questione vale solo per i lavoratori autonomi. Il superamento o meno del limite dei 5000 € di fatturato annuo inoltre non attesta se un’attività è occasionale o professionale. Tale soglia è infatti rilevante solo per i contributi previdenziali dovuti all’INPS. Per essere considerata occasionale l’attività deve essere svolta rispettando un limite di tempo e i prodotti venduti non si possono pubblicizzare. L’attività di vendita su Shopify non è quindi tale in quanto i prodotti venduti sono pubblicizzati solo mettendoli online.
Come prima cosa bisogna richiedere il numero di Partita IVA presentando telematicamente una pratica all’Agenzia delle Entrate. In tale pratica bisogna inoltre indicare il codice Ateco che in questo caso è il 47.91.10. È necessario poi iscriversi nel Registro delle Imprese, presso la Camera di Commercio di riferimento, ed essendo che si è considerati come commercianti alla Gestione Commercianti INPS. Iscrivendosi a tale gestione è possibile infatti versare i contributi previdenziali.
Un punto a sfavore della Gestione Commercianti è però il versamento di alcuni contributi minimi obbligatori, i quali sono indipendenti dalle fatturato realizzato. Tuttavia il commerciante che svolge l’attività ed è in contemporanea lavoratore dipendente a tempo pieno, può chiedere l’esenzione dal pagamento. Se invece si adotta il regime forfettario, il commerciante può chiedere uno sconto nella misura del 35%. L’ultima pratica obbligatoria è infine la SCIA, vale a dire la Segnalazione Certificata di Inizio Attività, ed è da inviare all’ufficio SUAP nella stessa data in cui si provvede all’iscrizione presso il Registro Imprese.
L’iscrizione ai Regimi OSS E IOSS
Le pratiche che riguardano l’iscrizione ai regimi IOSS e OSS sono facoltative. In particolare l’iscrizione a tali regimi permette di rendere più semplice il versamento dell’IVA nel caso in cui si siano effettuate vendite all’estero.
Se si ha in mente di vendere maggiormente all’interno dell’Unione Europea si dovrebbe tenere in considerazione l’iscrizione al regime OSS. Qualora infatti si superano i 10.000€ di vendite in tutta l’Unione Europa, aderendo al regime OSS, è possibile pagare l’IVA tramite una dichiarazione trimestrale.
Se invece un soggetto decide di vendere in Dropshipping e più in particolare se importa prodotti da paesi Extra UE e li vende in paesi membri dell’Unione Europea dovrebbe tenere bene, dovrebbe tenere in considerazione l’iscrizione al regime IOSS. Aderendo infatti a tale regime l’IVA dovuta, invece che essere pagata ogni volta che un prodotto passa per la dogana, la si può versare tramite una dichiarazione mensile.
I Regimi Fiscali che si possono adottare
Se si vuole iniziare a vendere su Shopify è possibile scegliere di aderire a quattro regimi fiscali diversi. È possibile adottare il regime forfettario, il regime della ditta individuale e delle società di persone oppure ancora il regime delle società di capitali.
Il regime forfettario è vantaggioso per i bassi costi e la gestione semplificata, senza grandi adempimenti. È molto forte sul mercato italiano poiché non prevede l’applicazione dell’IVA sul prezzo di vendita, consentendo di offrire prezzi più bassi ai consumatori. Inoltre, permette di richiedere uno sconto sui contributi INPS obbligatori. Tuttavia, presenta svantaggi come il limite di fatturato di €65.000 e l’impossibilità di recuperare l’IVA pagata sugli acquisti, rendendolo meno conveniente per chi opera molte transazioni con l’estero.
La ditta individuale e le società di persone offrono una gestione più semplice e minori costi rispetto alle società di capitali. Le imposte sono calcolate su un margine reale, derivante dalla differenza tra ricavi e costi sostenuti. Gli svantaggi includono una tassazione più alta e la responsabilità illimitata dei soci o del titolare di Partita IVA, con i creditori che possono rivalersi sul patrimonio personale in caso di mancato pagamento dei debiti.
Le società di capitali offrono ottimizzazione fiscale e protezione del patrimonio personale dei soci. Questo regime permette di inserire una serie di costi in contabilità per ridurre l’importo tassabile, e i creditori possono rivalersi solo sul patrimonio della società. Tuttavia, presenta svantaggi come maggiori costi, una gestione più complessa, e una maggiore formalità richiesta.
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