Imposte su Affitti Brevi: quali sono le imposte a cui si va incontro? Quali sono i diversi regimi fiscali?
Imposte Su Affitti Brevi: la piattaforma di Airbnb permette ai proprietari di appartamenti di metterli in affitto, fungendo quindi da intermediario, trattenendo alcune percentuali.
In questo articolo andremo quindi ad analizzare a quali imposte si va incontro se si svolge l’attività di Affitti Brevi e i diversi regimi fiscali.
In particolare vedremo:
- Quando bisogna aprire la Partita Iva? Con quale Codice Ateco?
- Differenze tra proprietari o sublocatori professionisti e non professionisti
- Le diverse pratiche da presentare?
Quando bisogna aprire la Partita Iva?
I proprietari o sublocatori che affittano gli appartamenti, mediante la piattaforma di Airbnb, hanno la possibilità di svolgere tale attività senza l’obbligo di titolarità di Partita Iva. Questo può avvenire nel momento in cui, l’attività di affitto, è svolta in maniera occasionale.
Dal momento in cui questa attività, da occasionale diventa continuativa, dunque svolta professionalmente, per il proprietario o il sublocatore, sorge l’obbligo di apertura della Partita Iva.
Aprendo la Partita Iva, per svolgere attività di affitti brevi, il Codice Ateco da utilizzare è il 55.20.51: “Affittacamere per brevi soggiorni, case ed appartamenti per vacanze, bed and breakfast, residence”.
Le differenze tra proprietari o sublocatori professionisti e non professionisti
Come già menzionato precedentemente, se si inizia a svolgere l’attività di affitti brevi in maniera professionale, per i proprietari o sublocatori, sorge l’obbligo di titolarità della Partita Iva.
I proprietari o sublocatori professionisti possono affittare più di quattro immobili e possono offrire anche servizi aggiuntivi. Se l’attività viene svolta professionalmente ma si affittano meno di quattro immobili, persiste lo stesso l’obbligo di apertura della Partita Iva.
Se l’attività di affitti brevi viene svolta occasionalmente, e si affittano meno di quattro appartamenti e non si offrono servizi aggiuntivi, come già citato, non sorge l’obbligatorietà di Partita Iva. Bisogna però precisare che queste informazioni potrebbero viarie in base al comune dove si risiede. I compensi saranno tassati in fase di Dichiarazione dei Redditi, avendo la possibilità di decidere se assoggettare questi guadagni in base agli scaglioni IRPEF, tassato al 95%, oppure in base alla cedolare secca, al 21%.
Con la nuova legge di bilancio, n. 213/2023, l’imposta della cedolare secca ha subito delle modifiche importanti. Infatti, accanto all’aliquota del 21% è stata aggiunta quella del 26%, da applicare nel modo seguente:
- 21% sui redditi derivanti da un immobile individuato dal contribuente;
- 26% sui redditi derivanti dalla locazione breve di altri immobili diversi dal primo.
Quali sono le diverse pratiche da presentare?
Le pratiche che bisogna presentare, in fase di apertura della Partita Iva, per attività di affitti brevi sono:
- Inviare all’Agenzia delle Entrate la pratica di richiesta del numero di Partita IVA, indicando anche il Codice Ateco da utilizzare, che come abbiamo già visto è il 55.20.51.
- Iscrizione al Registro delle Imprese, alla Gestione Commercianti INPS e presentare la SCIA al comune, dato che si è inquadrati come commercianti.
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Se vuoi approfondire il tema “Imposte su Affitti Brevi“, guarda questo video.
