Rientro dei Cervelli come richiedere

Rientro dei Cervelli come richiedere? Bisogna rispettare dei requisiti particolari?

Rientro dei Cervelli come richiedere? Una delle ultime politiche del sistema italiano tratta il cosiddetto Rientro dei Cervelli, chiamato anche “Regime degli Impatriati”. Il beneficio che propone il regime in questione riguarda la possibilità di tassare una parte sola del reddito lordo ottenuto dai beneficiari, con la durata dello stesso di cinque periodi d’imposta, con la possibilità di allungarlo per altri 3 periodi, al seguito della verifica di una serie di condizioni.

In questo articolo capiremo insieme:

  • Le leggi che fanno da punto fermo per il regime del Rientro dei Cervelli
  • La durata del beneficio
  • In che modo si può beneficiare dell’agevolazione del regime
  • L’interpello preventivo

Le leggi che fanno da punto fermo per il regime del rientro dei cervelli

La prima normativa ufficiale che ha trovato le fondamenta il Regime del Rientro dei Cervelli è il Decreto Internazionalizzazione, rettificato in successiva sede da Decreto Crescita e, poi, abrogato, dalla legge di bilancio 2024.

Istituendo la ratio della norma per favorire il rimpatrio dei “Cervelli in Fuga” in Italia, si è garantita agli individui parte di questo movimento la capacità di trattenere solo il 50% o il 40% nei casi in cui il lavoratore si trasferisce in Italia con un figlio minore o vi è la nascita/adozione di un minore durante il periodo di fruizione del regime, del prodotto interamente ridistribuito in Italia e proveniente da reddito derivante da lavoro dipendente o professionale.

Dall’art. 5 del D.lgs. 209/2023 abbiamo una prima visione delle Condizioni obbligatorie per poter accedere al Rientro dei Cervelli. Secondo i commi 1 a 10 è necessario sottostare a queste condizioni, chiamate Condizioni Soggettive e Oggettive:

  • Il lavoratore non deve essere stato residente fiscalmente in Italia nei tre periodi d’imposta precedenti il rimpatrio
  • Il lavoratore si impegna a risiedere fiscalmente in Italia per almeno i quattro anni successivi al rimpatrio stesso
  • L’attività lavorativa deve essere prestata prevalentemente nel territorio italiano.

Nel rispetto di tutti e tre questi requisiti, restano agevolabili:

  • I redditi da lavoro dipendente e assimilato,
  • I redditi da lavoro autonomo, derivanti dall’esercizio di arti e professioni.

La percentuale del 50% è ridotta al 40% nei seguenti casi:

  • il lavoratore si trasferisce in Italia con un figlio minore;
  • in caso di nascita di un figlio ovvero di adozione di un minore di età durante il periodo di fruizione del regime. In tale caso il beneficio è fruito a partire dal periodo d’imposta in corso al momento della nascita o dell’adozione e per il tempo residuo di fruibilità dell’agevolazione.

La durata del beneficio

Solamente dal momento in cui si rispettano queste condizioni, il soggetto si può considerare valido per accedere al regime dei Rientro dei Cervelli per i primi cinque anni successivi al rimpatrio.

Ai sensi del comma 10 dell’art. 5 D.lgs. 209/2023, l’agevolazione fiscale può essere ampliata ed estesa per ulteriori 3 periodi d’imposta, ed il reddito soggetto a tassazione sarà pari al 50% del suo intero ammontare.

Riportando il dictum della norma:

 “Limitatamente ai soggetti che trasferiscono la propria residenza anagrafica nell’anno 2024 le disposizioni del presente articolo si applicano per ulteriori tre periodi di imposta nel caso in cui il contribuente è divenuto proprietario, entro la data del 31 dicembre 2023 e, comunque, nei dodici mesi precedenti al trasferimento, di un’unità immobiliare di tipo residenziale adibita ad abitazione principale in Italia”.

In che modo si può beneficiare dell’agevolazione del regime

Il Rientro dei Cervelli può essere accertato sia da lavoratori autonomi che dipendenti, in accordo con le condizioni che abbiamo approfondito precedentemente. Ma in che modo si può fare domanda?

lavoratori indipendenti, o cosiddetti autonomi, potranno accedere ai vantaggi del Rientro dei Cervelli, presentando un’autodichiarazione resa ai sensi del DPR 445/2000. Il beneficio di questo regime, può avvenire:

  • In sede di dichiarazione dei redditi;
  • In fase di applicazione della ritenuta d’acconto operata dal committente.

Per poter apporre i vantaggi previsti dal Rientro dei Cervelli, i lavoratori subordinati, o cosiddetti dipendenti, devono esibire al datore di lavoro un’autodichiarazione resa ai sensi del DPR 445/2000. Potranno poi ricevere i benefici:

  • Direttamente in busta paga, dato che il datore di lavoro può applicare le ritenute fiscali sul 40 o 50% del reddito complessivo;
  • In sede di dichiarazione dei redditi.

L’interpello preventivo

ATTENZIONE! Il beneficio del Rientro dei cervelli non può essere collegato alla presentazione di un’istanza di interpello, se le domande riguardano l’esistenza o l’assenza delle condizioni per usufruire dei benefici del regime. Qui di seguito riportiamo nuovamente la Circolare dell’Agenzia delle Entrate: Circolare dell’Agenzia delle entrate n. 33/E/2020

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